Ero piccola quando tutto iniziò, avrò avuto circa dieci anni e a quell'età andare dal fornaio dietro casa a comprare il pane, il latte o qualsiasi altra cosa, insieme a quel litro di vino in cartone, per me era solo un aiuto dato alla mia mamma così impegnata e la cosa mi rendeva felice.
Solo crescendo mi resi conto che non era così; la realtà da affrontare si rivelò ben diversa.
Convivere per tanti anni assistendo impotente all'autodistruzione di mia madre non è stato facile; se torno indietro con la mente, tanti i ricordi che affiorano..... lunghi discorsi fatti per farle capire che sbagliava, discussioni, liti a volte anche violente, paura nel lasciarla sola e ancora più paura nel rientrare a casa, angosciata da cosa avrei trovato... poi, tante promesse non mantenute, speranze accese anche solo da due giorni di sobrietà, ma poi di nuovo l'incubo...
Ricordo le sensazioni provate... rabbia, amarezza, impotenza, disperazione, dolore e.... una domanda ricorrente... Perché???
Purtroppo l'unica certezza che avevo era che, nonostante tutti i miei tentativi, quelli di mia sorella o di mio padre, solo lei poteva tirarsi fuori dal tunnel in cui aveva trascinato tutti noi.
Così circa sei anni fa decidemmo di tentare l'ennesima strada. Mia zia contatto l'A.N.C.A., Associazione Nazionale contro l'Alcolismo e, dopo molte resistenze riuscimmo a convincere mia madre ad iniziare questo percorso.
La strada si presentò difficile sin dall'inizio, lei non accettava assolutamente la sua condizione di alcolista e durante i primi mesi continuava a bere anche prima di arrivare alle riunioni.
Nello stesso periodo ci furono due ricoveri per tentare la "disintossicazione" accompagnati da relativa terapia, ma niente sembrava esserle di aiuto.
Finché da sola toccò il fondo. Era il 7 maggio 2007, giorno in cui finalmente fece i conti con se stessa.
Sono passati tre anni da allora; tre anni in cui mia madre non ha più toccato un goccio di alcol e ora posso dire di essere veramente fiera di lei, ma soprattutto di averla finalmente ritrovata.
Adesso continuiamo a partecipare alle riunioni dell'A.N.C.A., un percorso che penso continuerà ancora molto a lungo.
D'altra parte è questo che ha salvato mia madre e che ha aiutato tantissimo anche noi familiari.
L'alcolismo è un grave problema che purtroppo non puoi condividere, non ne puoi parlare con nessuno, nemmeno con il tuo migliore amico.
L'aver trovato un posto dove potersi confrontare con persone e familiari coinvolti nello stesso incubo è stato l'ancora di salvezza per poter sconfiggere la malattia.
Perché è di questo che si tratta: l'alcolismo è una malattia che colpisce anche chi è legato all'alcolista.
Sia io che la mia famiglia eravamo ormai sull'orlo della rassegnazione ma fortunatamente abbiamo scoperto che una cura c'è attraverso la pazienza, la determinazione, il confronto con chi aveva già vissuto lo stesso dramma e ne siamo usciti.
Non posso far altro che ringraziare l'A.N.C.A. perché da tre anni posso dire di avere finalmente accanto.....
La mia "mamma".
V.
Giugno 2010


Benvenuto...nel gruppo di mutuo aiuto dell'Associazione Nazionale Contro l'Alcolismo,
struttura operante su Roma da quasi 30 anni nella lotta all'alcolismo.
Il nostro metodo terapeutico oramai consolidato, si basa su riunioni di gruppo condotte da chi ha superato da tempo la schiavitù dalla sostanza alcol.
Agli incontri è gradita la presenza di familiari e/o accompagnatori, i quali partecipando attivamente al percorso affrontato dal loro congiunto, si riscoprono così protagonisti nell'opera del suo recupero.
Se obiettivamente ritieni di avere un problema con l'alcol, vieni a trovarci......
Ti aspettiamo!
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ANCA Roma
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